Un ritorno in grande, questo progetta il principe Harry per il suo futuro nel Regno Unito lasciato, sbattendo la porta, cinque anni fa. Le novità in elaborazione presso il ministero dell’Interno britannico darebbero ragione e speranza al secondogenito di re Carlo III, che da tempo ha ingaggiato una battaglia legale contro il governo per vedersi riconosciuta una scorta ufficiale quando in visita nel paese. All’inizio di quest’anno, Harry aveva contestato la decisione del RAVEC, (Royalty and Public Figures), la commissione del ministero dell’Interno dedicata ad autorizzare la sicurezza per i reali, che ne hanno titolo. La decisione era stata tutta a svantaggio di Harry e Meghan che, per effetto della sentenza, dovevano rassegnarsi all’idea di pagarsi una scorta privata. Il risultato è stato che i Sussex hanno deciso di non tornare più, lasciando al solo Harry l’onere di rispettare gli impegni presi con le associazioni caritatevoli che sostiene e fare visita al padre malato di cancro. Queste sono le regole e questo fu il principio adottato anche con Lady Diana quando si separò dal marito smettendo di avere lo stesso ruolo, ma non lo stesso peso, per la corona. Harry non ha mai accettato questa decisione, ne per sé, né per le conseguenze che, a suo dire, avrebbe avuto su sua madre, morta in un incidente stradale a Parigi perché sotto la scorta di Mohamed al Fajed e non quella di Scotland Yard. Determinato ad avere giustizia e vendicare la morte prematura della madre, Harry ha fatto di questa battaglia un punto di non ritorno contro tutto e tutti, spingendosi a portare in tribunale il governo britannico e imbarazzando il padre che dello stato è il capo supremo.