Beni per oltre 9 milioni di euro sono stati sottoposti a sequestro conservativo dai finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Catanzaro nei confronti di 11 persone, principalmente appartenenti all'Unità operativa complessa di Oculistica dell'Azienda ospedaliero universitaria "Renato Dulbecco" di Catanzaro, in esecuzione di delega della Procura regionale della Corte dei conti per la Calabria per un'ipotesi di danno erariale.

Il sequestro fa seguito all'inchiesta penale che il primo luglio scorso aveva portato agli arresti domiciliari - poi annullati dal Tribunale del riesame - il primario del reparto, Vincenzo Scorcia, di 48 anni, e la segretaria di uno studio privato, Maria Battaglia (50) con le accuse di associazione a delinquere, peculato, concussione, truffa aggravata e interruzione di pubblico servizio e, il medico, di falsità ideologica e autoriciclaggio.

Complessivamente la Procura della Repubblica ha indagato 12 persone.

Secondo quanto emerso dalle indagini dei finanzieri di Catanzaro, nel reparto di oculistica dell'Azienda Dulbecco vigeva una gestione "privatistica" delle liste di attesa, con visite private a pagamento per aggirare le lista d'attesa e scalare la graduatoria per essere operati, alimentando, di fatto, un sistema privato di prenotazioni e prestazioni erogate gratuitamente.