Il premier ungherese Viktor Orbán ha criticato la decisione Ue di rinnovare a tempo indeterminato le sanzioni che immobilizzano gli asset russi in Europa usando l'articolo 122 del Trattato, decisione che consente di procedere a maggioranza qualificata.
"Oggi Bruxelles sta attraversando il Rubicone", ha detto Orbán, puntando il dito contro una procedura che permette all'Ue di eliminare "il requisito dell'unanimità con un tratto di penna, in modo chiaramente illegale".
"Con la decisione odierna - ha aggiunto - lo Stato di diritto in Ue giunge al capolinea e i leader europei si pongono al di sopra delle regole". Il premier ha parlato di "danni irreparabili all'Unione". "Invece di salvaguardare il rispetto dei trattati dell'Ue, la Commissione europea sta violando sistematicamente il diritto europeo, in modo da poter continuare la guerra in Ucraina, che è chiaramente impossibile da vincere", ha spiegato. "Tutto questo avviene alla luce del sole, a meno di una settimana dalla riunione del più importante organo decisionale dell'Unione europea, il Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo. Di conseguenza - ha concluso - lo Stato di diritto nell'Ue viene sostituito dal dominio dei burocrati, ovvero da una dittatura di Bruxelles".








