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Il tentativo di colpo di stato in Benin del 7 dicembre è durato poche ore. Durante la mattinata un gruppo di militari aveva annunciato in televisione di aver deposto il presidente Patrice Talon. Poco dopo la Nigeria è intervenuta mandando aerei da guerra in appoggio al presidente e l’ECOWAS, l’organizzazione che riunisce i paesi dell’Africa occidentale, ha inviato in Benin truppe provenienti dal Ghana, dalla Nigeria, dalla Costa d’Avorio e dalla Sierra Leone. Poco dopo mezzogiorno Talon aveva detto di aver ripreso il controllo del paese e le cose sono tornate alla normalità: il golpe era stato sventato.
L’intervento dell’ECOWAS è stato un fattore determinante per il fallimento del colpo di stato, seppure non l’unico (per esempio i golpisti avevano poco sostegno tra la popolazione e nell’esercito). Ha anche contribuito a ridare credibilità all’organizzazione, che in più occasioni è stata criticata per la sua inefficacia e negli ultimi anni è stata molto indebolita anche dall’uscita di alcuni stati.
L’ECOWAS è la Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale, un’organizzazione regionale fondata nel 1975 da 15 stati africani della costa Atlantica e dell’entroterra occidentale. Nel tempo la sua conformazione è cambiata, e oggi ne fanno parte Benin, Capo Verde, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Liberia, Nigeria, Senegal, Sierra Leone e Togo. Nacque esplicitamente con lo scopo di favorire la cooperazione economica e il libero passaggio di merci e persone tra gli stati membri, ma fin da subito è stato chiaro che dovesse avere un ruolo anche nel mantenimento della pace e della sicurezza nella regione.













