L’annunciata vendita del gruppo Gedi arriva a Palazzo Chigi. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, ha convocato per oggi i vertici del gruppo editoriale, che fa capo a Exor e di cui fanno parte La Stampa e La Repubblica. Prevista una riunione anche con i rappresentanti sindacali dei giornalisti. Una decisione che arriva dopo lo stato di agitazione proclamato dalla nostra assemblea di redazione, che mercoledì sera ha bloccato l’uscita del giornale (ieri non eravamo in edicola) e poi ha affidato al Cdr un pacchetto di cinque giorni di sciopero. La protesta è nata dopo la conferma da parte dell’azienda di aver avviato da mesi una trattativa con il gruppo greco Antenna Uno, di proprietà dell’armatore Theo Kyriakou. Il potenziale acquirente, però, avrebbe già esplicitato il suo disinteresse per La Stampa, per cui si sta cercando un altro potenziale editore. Il coordinamento dei Comitati di redazione di Gedi ha chiesto di inserire nell’accordo di compravendita delle «clausole sociali» per salvaguardare i livelli occupazionali.
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A sostegno della mobilitazione dei lavoratori si muovono anche le istituzioni. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, «seguono con attenzione l’evolversi della situazione» e annunciano un incontro, oggi a Palazzo Civico, con rappresentanti sindacali e lavoratori. A Roma, invece, la mossa di Barachini è stata in qualche modo anticipata dalle parole di Ignazio La Russa: «Credo che le vostre preoccupazioni siano giustificate e che le proprietà abbiano diritto a cambiare, cedere, vendere, ma non di imporre linee di condotta univoche alla redazione – le parole del presidente del Senato rivolte al nostro giornale –. Sono a vostra disposizione, anche come intermediario, perché abbiate soddisfazione nelle risposte che attendete». Per il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, «La Stampa deve continuare ad avere proprietà trasparenti e solide. Per questo è necessario che, nel caso di un passaggio di proprietà, siano illustrati piano industriale e conseguenti garanzie occupazionali».














