Michail Gorbaciov ha giocato un brutto tiro mancino a John le Carré, il più cerebrale tra gli scrittori di thriller spionistici. Il nuovo romanzo dell’autore della Spia che venne dal freddo s’intitola Russia House ed è atteso per il prossimo giugno con una dose supplementare di suspense: come si sarà adattato alla glasnost e alla perestrojka questo veterano della guerra fredda?

John le Carré, una mostra strettamente confidenziale

dal nostro inviato Antonello Guerrera

30 Settembre 2025

L’anno scorso il romanziere, avendo accettato per la prima volta un invito a Mosca, è rimasto sconcertato dalla franchezza e dalla spregiudicatezza dei suoi interlocutori: insomma, da una scena sociale del tutto dissimile da quella suggerita dai suoi racconti. Ci si chiede se Russia House avrà addirittura un afflato gorbacioviano. La casa editrice Hodder and Stoughton non si sbottona. Il suo direttore, Eric Major, aguzza anzi la curiosità: Negli anni Trenta gli scrittori di thriller andavano a cercare i loro cattivi in Germania. Poi è venuto il turno dell’Urss. I romanzieri devono riflettere la realtà del momento. Io penso che le Carré ci sia riuscito.