BRUXELLES – È attesa per giovedì 11 dicembre l’elezione del nuovo presidente dell’Eurogruppo dopo che Paschal Donohoe si è dimesso per diventare direttore generale della Banca mondiale. Due ministri si sono candidati alla successione del ministro delle Finanze irlandese, entrambi espressione del Partito popolare europeo. Il primo è un uomo politico belga, Vincent Van Peteghem; il secondo è un esponente greco, Kyriakos Pierrakakis. Sull’esito del voto vi è molta incertezza.

Il candidato belga

L’elezione del presidente avviene alla maggioranza semplice, ossia con un minimo di 11 voti a favore su 20. Il mandato dura due anni e mezzo ed è rinnovabile. Entrambi i candidati hanno punti di forza e di debolezza. Il candidato belga siede nell’Eurogruppo dal 2020 e ha quindi esperienza del consesso ministeriale. Il suo principale neo è di essere ministro del Bilancio nel nuovo governo belga, non delle Finanze come gli altri suoi colleghi (nell’esecutivo belga le finanze sono rette da Jan Jambon).

La candidatura del ministro greco

In chiaroscuro è anche la candidatura del ministro greco che siede nell’Eurogruppo solo da qualche mese. In precedenza, era stato ministro per la Transizione digitale (2019-2023) e poi ministro dell’Istruzione (2023-2025). Al tempo stesso, l’uomo politico parla un buon inglese, ha studiato a Harvard e al Massachusetts Institute of Technology, e ha dimostrato in questi mesi una certa padronanza dei temi in discussione («È molto concreto», osserva un funzionario europeo).