Panel: "Non con la mia faccia". Deep fake, web reputation e odio social ad Atreju. Ospite sul palco: Raul Bova. Con lui Arianna Meloni, sorella della premier e responsabile della segreteria politica di FdI. La sala è piena. In prima fila la madre della presidente del Consiglio, Anna Paratore, seduta accanto a Chiara Colosimo, presidente della commissione Antimafia.
Prende la parola l’attore ripercorrendo la vicenda che lo ha visto protagonista questa estate, dopo la diffusione di alcuni suoi audio privati: “Quello che ha pagato sono stato io, ho pagato con l'uccisione pubblica, con una persona che mi ha sbeffeggiato, umiliato, è diventato tutto virale. Tutti sapevano di questa parola famosa, 'occhi spaccanti', parola che è andata più in voga di qualsiasi altra cosa, più della guerra, più dei massacri. Questa è stata l'Italia che mi ha massacrato. Io sono stato lasciato solo”.
Continua Bova nel suo intervento: “Nel giro di un giorno è cambiata molto la percezione della vita e della realtà. Sono entrato in dubbio anche sulla percezione di me stesso. Mi pento dei miei errori, ma una persona singola, che aveva degli audio privati e delle chat, ha pensato di usarli a scopo di lucro, diffamando e dimenticando che cosa andava a fare. Cercando di accrescere la sua popolarità e uccidendo una persona pubblicamente". Ancora. "Hanno tentato di chiedermi dei soldi - continua l’attore - in cambio di queste chat. Sono stati giorni di ricatto, di continue telefonate. Ma io non potevo cedere a questo ricatto. E non l'ho accettato". Dopo gli applausi della platea, Bova conclude: "Quello che ho pagato sono stato io, e mi rende triste. Ho pagato con l'uccisione pubblica il fatto di aver deciso di non accettare un ricatto". "Io mi sono sentito solo".













