Con il suo sperma sono stati concepiti quasi 200 bambini in tutto il mondo e avrebbe potuto continuare a fare figli se la Banca Europea del Seme non lo avessero fermato. Il donatore anonimo, che utilizzava lo pseudonimo di Kjeld, era infatti un portatore asintomatico di una mutazione genetica che aumenta il rischio di cancro, ma nessuno se ne era accorto prima del 2023. Con la conseguenza che tra i “suoi” bambini seminati in giro ci sono già diversi morti e molti sono a rischio di ammalarsi del tumore ereditato a causa dei suoi geni.

Lo scandalo sanitario è venuto fuori grazie a un’indagine condotta da quattordici emittenti pubbliche, tra cui la Bbc e l’emittente pubblica danese Dr, nell’ambito della Rete di giornalismo investigativo dell’Unione europea. Secondo Dr, la Banca Europea del Seme, che ha sede in Danimarca ed una delle più grandi al mondo, è stata avvisata nell’aprile 2020 che un bambino concepito tramite donazione e a cui era stato diagnosticato un cancro era portatore di una mutazione genetica.

Gli scienziati hanno quindi analizzato un campione dello sperma del donatore, ma lo screening non ha rilevato la rara mutazione TP53. La vendita dello sperma, che era stata sospesa durante i test, è poi ripresa. Tre anni dopo, l’istituto è stato informato di almeno un altro bambino concepito da una donazione con la mutazione che aveva sviluppato il cancro. Ha quindi analizzato diversi campioni, che hanno dimostrato che il donatore era portatore del gene, sebbene fosse sano. L’uso del suo sperma è stato quindi bloccato a fine ottobre 2023.