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Mattia Tombolini, volto noto dei movimenti romani, è l'animatore del flash mob a "Più libri più liberi". Interrogazione di Mollicone (Fdi): "I soliti metodi violenti"

La protesta contro la partecipazione della casa editrice"di destra" a Più libri più liberi non nasce con motivazioni culturali ma ha una precisa regia politica. Il Giornale ha scoperto che, ad aver coordinato il sit-in antifascista di sabato, culminato con una marcia verso lo stand di "Passaggio al bosco" e con l'accerchiamento e l'aggressione verbale ai nostri danni, è stato Mattia Tombolini, assistente di Ilaria Salis al Parlamento europeo con condanne alle spalle e volto noto della sinistra antagonista romana.

Che il sit in fosse coordinato da un professionista della protesta era parso chiaro fin da subito viste le modalità con cui Tombolini, che fa parte della casa editrice Momo edizioni (quella con cui pubblica Zerocalcare), ha guidato il corteo improvvisato verso lo stand di Passaggio al Bosco. Scoperta la sua veste politica e il goffo tentativo di nasconderla dietro un profilo culturale, a Tombolini non è rimasto altro che fare un grottesco attacco al Giornale che "come al solito ha fatto la scoperta dell'acqua calda. Il fatto che io sia collaboratore esterno per Ilaria Salis non è un segreto e non ha alcun conflitto con il lavoro editoriale. È bello vedere come proprio loro, che hanno dato degli antisemiti a chiunque parlasse di Palestina negli ultimi due anni, quando ci sono gli antisemiti veri fanno di tutto per difenderli, anche con questo finto dossieraggio che non dice nulla". In realtà è vero il contrario, ovvero il fatto che negli ultimi anni gli ambienti della sinistra radicale abbiano portato avanti posizioni di odio verso Israele parlando solo ora di antisemitismo.