Stando agli ultimi dati Istat aggiornati a ottobre, il numero degli occupati ha toccato il massimo in Italia a quota 24,2 milioni (il picco delle rilevazioni Istat), con il tasso di occupazione al 62,7% e la disoccupazione al 6%, mentre l’inattività resta invariata al 33,2%, ai massimi in Europa. Sempre secondo l’Istat però quest’anno l’economia italiana crescerà solo dello 0,5% e dello 0,8% nel 2026. Dati che fanno riflettere. E la domanda è d’obbligo: perché l’aumento dell’occupazione certificato dai dati ufficiali non si traduce in un pari incremento del Pil? Quali sono i motivi di questo disallineamento?
Perché le due grandezze non si incontrano
Si tratta di un insieme di fattori sia di natura strutturale che congiunturale da analizzare attentamente. Dopo il robusto rimbalzo che ha fatto seguito alla pandemia, che ha portato il Pil a toccare nel 2021 circa il 9% dopo il crollo del 2020 pari all’8,9%, la crescita si è indebolita e siamo tornati sui ritmi dello “zero virgola”. La prima constatazione è che si tratta almeno in parte di nuova occupazione con bassa produttività e scolarizzazione non particolarmente elevata. In un capitolo del Rapporto sulla politica di bilancio presentato lo scorso giugno dall’Ufficio parlamentare di bilancio, si osserva come nel periodo post pandemia si è registrato un recupero dell’occupazione femminile, che resta tuttavia ancora inferiore alla media europea, e in parte anche dell’occupazione giovanile. Ma si osserva anche un passaggio diretto dall’inattività all’occupazione, di nuovi occupati in sostanza privi di precedenti esperienze lavorative. “Le transizioni da inattività a occupazione hanno rappresentato la principale determinante dell’aumento dell’occupazione complessiva (dipendente e autonoma) tra il 2021 e il 2024”, rileva l’UPB. I dati più recenti, e qui siamo all’aspetto più di natura congiunturale, evidenziano un’accelerazione ulteriore dello scollamento tra occupazione e crescita dell’attività produttiva. La prima continua a mantenere sostanzialmente il trend registrato nei due/tre anni precedenti, mentre la crescita ristagna. Per la Commissione UE, quest’anno il Pil crescerà di un modesto 0,4% e dello 0,8% nel 2026, mentre per l’Ocse a fronte dello 0,5% atteso quest’anno nel prossimo non andremo oltre lo 0,6%. Per il Governo la stima è dello 0,5% quest’anno e dello 0,7% il prossimo.













