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Atalanta, l'italiana migliore in Europa
Raffaele Palloncino Palladino: l'allenatore che più lo gonfi, più la tua squadra vola. E chi lo molla, sgonfia in un attimo. Ma riavvolgiamo il nastro della storia del maghetto di Mugnano. Siamo nel 2022, Monza neopromosso e già nel dramma: Stroppa via, il Condor Galliani pesca in Primavera e comincia la lievitazione. Esordio? Una favola d'altri tempi, 1-0 alla Juve, roba che neanche Berlusconi nei sogni più rosei. Da lì è stato solo ossigeno puro: 3-4-2-1 sparato, pressing da far girare la testa, undicesimo posto finale e salvezza con due mesi di anticipo, l'anno successivo dodicesimo e i galloni di giovane mister vincente attaccati al bavero della giacca. Il Monza era un palloncino da 1 euro al luna park, Palladino l'ha trasformato in mongolfiera colorata. In Brianza poi? Un lento e inesorabile declino. Arriva il grande salto, la laurea sudata, la chiamata della Fiorentina: il giglio lo gonfia ancora più forte. Sesto piazzamento, semifinale Conference, Italiano sembrava un ricordo sbiadito, scolorito dal campano rampante. Tutto fila liscio, lucido, teso, perfetto. Poi screzio totale, Raffaele vuole un mercato all'altezza, Commisso non ci sta e la piazza lo liquida in un amen. Viola all'inferno e un allenatore e mezzo bruciati.






