Il tempo è galantuomo e uno alla volta i totem e i tabù degli utopisti stanno cadendo. La riunione dei ministri della giustizia del Consiglio d’Europa è arrivata alle conclusioni che ben tre anni fa Giorgia Meloni aveva esposto di fronte ai partner del Vecchio Continente e in una serie di incontri bilaterali con il Regno Unito, i Paesi del Mediterraneo, del Medio Oriente e dell’Africa: l’immigrazione va governata con il pugno di ferro e la mano tesa. Pugno di ferro contro l’illegalità, mano tesa con i rifugiati (quelli veri, che scappano dalla guerra), tutto nella cornice del rispetto dei diritti umani e del dovere di ogni Stato di difendere i propri confini. Anche l’Unione Europea ha cominciato a prendere atto della realtà, arriveranno nuove norme più stringenti, in ritardo rispetto alla velocità della storia, ma comunque puntuali rispetto alle sfide che ci propone la contemporaneità. L’espulsione degli stranieri accusati di gravi crimini, l’adozione di misure eque e nello stesso tempo vere e durature per governare l’immigrazione, regole condivise a livello globale, sono principi non più rinviabili. Il Centrodestra in Italia queste cose le ha sempre affermate sfidando il politicamente corretto, le idee pericolose sulle frontiere aperte per tutti, il dogma del “diritto a emigrare” che non esiste, ne sa qualcosa Matteo Salvini che affronta un processo assurdo per aver avuto il coraggio di tenere una linea severa in un governo con i Cinquestelle pronti a cedere su tutto pur di conservare la poltrona di Giuseppe Conte.
Dopo anni di deliri l'Europa si sta risvegliando | Libero Quotidiano.it
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