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Dopo il caso Feltri, inizia il viaggio del Giornale nelle associazioni che difendono clandestini e pro Pal. E spunta anche Soros
Vittorio Feltri si consoli, i suoi ventimila euro non faranno fare un salto di qualità alle lotte dell'Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione) il sodalizio di magistrati e avvocati che l'ha trascinato in tribunale con il pretesto di difendere i musulmani dalle sue minacce.
Per questi paladini dei migranti e dell'Islam quel gruzzolo è solo una goccia nell'oceano di denari incassato alle spalle di tutti noi. Eh sì, perchè il sistema, perfettamente rodato, usato da Asgi e da decine di altre associazioni e presunti studi legali pro-migranti - è quello del "gratuito patrocinio". In pratica sfruttando le norme costituzionali sul diritto alla difesa Asgi e compagnia si fanno pagare dallo Stato, cioè da noi contribuenti, i loro compensi. Ma quelle incassate non sono certo parcelle da buoni samaritani. Tra il 2021 e il 2022, ad esempio, il 25 per cento dei 285 milioni (pari a 71 milioni) messi a bilancio per il gratuito patrocinio sono finiti nelle tasche di cittadini stranieri. O sui conti correnti dei legali pronti a difenderne i diritti.






