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L'idea Usa va oltre la fine del conflitto e punta a ritrovare un alleato commerciale. E a tenerlo a bada

Il nuovo piano di pace voluto da Donald Trump, annunciato come la mossa decisiva per fermare la guerra in Ucraina, assomiglia più a un atto notarile che certifica la vittoria diplomatica della Russia. Non un trattato multilaterale, non il lento prodotto di un negoziato internazionale: un progetto che, secondo le indiscrezioni raccolte dal Wall Street Journal, nasce altrove, in un territorio dove la geopolitica sfuma negli affari privati e la diplomazia diventa un gioco tra pochi uomini influenti. Le bozze del documento parlano chiaro. La pace promessa da Trump coincide con una lista simile ai desideri messi sul tavolo dal Cremlino negli ultimi dieci anni: la cessione del Donbass a Mosca, il riconoscimento della Crimea, la riduzione delle forze armate ucraine. Per Kiev non è un compromesso: è una resa formulata con la gentilezza formale degli accordi di fine partita.