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10 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 17:52
Amazon si è accordata con l’Agenzia delle Entrate. Per chiudere le contestazioni su presunte condotte illecite realizzate tra il 2019 e il 2020 pagherà 511 milioni di euro. La Procura di Milano aveva contestato una frode fiscale da 1,2 miliardi di euro sotto forma di evasione dell’Iva dovuta dai venditori cinesi che utilizzano il suo marketplace. Sommando sanzioni e interessi, aveva calcolato che il colosso dell’e-commerce avrebbe dovuto versare al fisco italiano un cifra intorno ai 3 miliardi. Invece il gruppo di Jeff Bezos se la cava con un notevole sconto. E ottiene così di chiudere il caso con il fisco, anche se la magistratura continuerà ad indagare. Nei giorni scorsi Amazon logistica e Amazon Italia transport avevano versato circa 180 milioni per una presunta precedente frode contestata nell’ambito di un’indagine dei pm Paolo Storari e Valentina Mondovì sui serbatoi di manodopera: le società rischiavano la misura interdittiva del divieto di pubblicità.
Come rivelato da Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera, a settembre in Procura si era tenuta una riunione con l’Agenzia delle Entrate a cui irritualmente aveva partecipato anche il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo. Riunione durante l’Agenzia – rappresentata dal direttore Vincenzo Carbone – ha argomentato di ritenere sufficiente il versamento di una cifra inferiore rispetto a quella ipotizzata dai pm, che hanno indagato tre manager per il reato di dichiarazione fraudolenta.










