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Ultimo aggiornamento: 16:32
Cantanti, registi, soubrette, amici degli amici, raccomandati. E poi gli sportivi, quelli che dovrebbero essere i veri protagonisti dei Giochi e invece finiscono quasi relegati in secondo piano. In questi giorni è partita la lunga marcia della fiamma olimpica verso Milano-Cortina: 12mila chilometri in 63 giorni, con oltre 10mila tedofori, fino alla cerimonia inaugurale di Milano il prossimo 6 febbraio. Dopo l’accensione in Grecia, il viaggio in Italia è partito simbolicamente dalla Capitale, dove ha già dato il peggio di sé, trasformandosi nel solito carrozzone da generone romano.
La passerella sotto le luci dei riflettori è stata occupata spesso e volentieri da vip o sedicenti tali, che con i Giochi davvero non hanno nulla a che fare, scelti non per merito o messaggio sociale – come invece ci si potrebbe aspettare per un momento altamente simbolico –, ma per altre logiche, molto poco olimpiche. Prendiamo ad esempio Claudia Gerini, una dei primi tedofori annunciati: non è stata indicata dal Comitato organizzatore (del resto perché avrebbe dovuto farlo), ma piazzata da uno dei tanti sponsor. Una marchetta, insomma.







