«L’economia dell’area euro sta andando meglio di quanto si temesse». Con queste parole Christine Lagarde, presidente della Bce, ha tracciato un quadro positivo della congiuntura europea durante un evento organizzato dal Financial Times. Una valutazione che arriva in un momento delicato per il Vecchio Continente, stretto tra incertezze geopolitiche e sfide strutturali.
La numero uno dell'Eurotower si è detta soddisfatta dei risultati ottenuti sul fronte della stabilità dei prezzi, obiettivo primario della Banca Centrale Europea. «Abbiamo una storia di inflazione intorno al 2% e una proiezione a medio termine al 2%», e ha spiegato che negli ultimi esercizi previsionali le proiezioni sono state riviste al rialzo. E a dicembre, ha lasciato intendere, potrebbe accadere di nuovo: «Ho il sospetto che potremmo farlo ancora, anche se non ne parlerò perché ci aspetta la prossima settimana».
La tenuta dell’economia europea ha sorpreso molti osservatori. Quando sono entrati in vigore i dazi, quando l'incertezza è aumentata e la guerra imperversava, tutti temevano un crollo della crescita. Invece l'Europa ha resistito, senza ritorsioni commerciali e senza il deprezzamento dell'euro che molti si aspettavano. Gli indicatori compositi, le indagini sulle intenzioni delle imprese manifatturiere e i dati sull'occupazione ai minimi storici confermano questa solidità, con una partecipazione al lavoro ai massimi.







