Un piede in due scarpe, almeno in Europa. Ford ha ufficializzato la nuova collaborazione elettrica con Renault per le future “piccole”, verosimilmente dal 2028 con una Fiesta a zero emissioni (quella ad alimentazione convenzionale è uscita di produzione a Colonia nel 2023, mentre dallo scorso 17 novembre a Saarlouis non si fabbrica più la Focus) e un Suv compatto tecnologicamente più avanzato rispetto alla attuale Puma Gen-E.

La strategia

Il Ceo Jim Farley ha garantito che l'intesa non inciderà sull'esistente accordo con Volkswagen: sulla piattaforma MEB del colosso tedesco, l'Ovale Blu assembla attualmente le elettriche Capri e Explorer. Per i modelli più piccoli Ford ha scelto Renault e il top manager ha chiesto una cortesia: “Non presentatela come una nuova storia d'amore”. Di sicuro, sulla base delle motivazioni formalizzate da Farley, si tratta di un matrimonio di interesse perché dietro la decisione ci sono tempi di sviluppo e costi, due mantra della Renaulution voluta dall'ormai ex Ceo Luca de Meo.

L’importanza delle fabbriche

“Dalle catene di fornitura, ai costi, ai potenziali, conosciamo il sistema industriale di VW a menadito. Abbiamo effettuato un confronto approfondito e Renault era in vantaggio in diverse aree, soprattutto in termini di costi”, è il passaggio chiave attribuito a Jim Farley dalla testata tedesca Automobilwoche. Non sarà una bocciatura, ma non è certamente una promozione, come conferma in qualche modo anche il sorprendente addio al gruppo di uno dei suoi manager emergenti, ossia Stefan Weckbach, che il Ceo del gruppo Volkswagen Oliver Blume aveva voluto accanto a sé al quartier generale per occuparsi anche di strategia. Weckbach, forse anche deluso per la mancata nomina a Ceo di Porsche, andrà a dirigere la AMG GmbH di Mercedes.