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Il dono del leader: un presepe tradizionale. L'impegno di Leone: "Io a Kiev? Lo spero..."

Dieci secondi sono bastati a consegnarci l'immagine della mattinata: Leone XIV e Volodymyr Zelensky affacciati, ancora una volta, sulla terrazza di Villa Barberini. Quella Castel Gandolfo che il Papa ha ormai scelto come sua residenza del martedì ha ospitato il terzo incontro con il presidente ucraino. Una mezz'ora di colloquio durante il quale Prevost, come riportato nel comunicato della Santa Sede, ha espresso l'auspicio che "le iniziative diplomatiche in corso possano portare ad una pace giusta e duratura". Due aggettivi a cui Leone XIV di recente aveva aggiunto anche quello non scontato di "autentica". Una scelta gradita all'interlocutore e che lascia trasparire la preferenza papale per una soluzione diplomatica non fine a sé stessa, ma sensibile ai diritti del popolo aggredito. Ieri, nel faccia a faccia riservato sembra sia emerso questo apprezzamento. Così come potrebbe essere stato menzionato il gradimento di Kiev per il sostegno papale ad un ruolo d'intermediazione dell'Italia nel conflitto.