Un'intercettazione risalente al 2007, anno del delitto di Garlasco, potrebbe scagionare Alberto Stasi. Quest'ultimo è stato condannato per l'omicidio della sua ex fidanzata, la 26enne Chiara Poggi, trovata senza vita il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia. Oggi la procura di Pavia ha riaperto le indagini concentrandosi su un'altra persona, Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Dell'intercettazione che potrebbe cambiare tutto si è parlato durante la trasmissione di Nicola Porro, Quarta Repubblica, in onda su Rete 4.
Una delle conversazioni intercettate vede al centro Stasi e il padre Nicola, con quest'ultimo che avrebbe ricordato al figlio che “la nostra speranza è che trovino subito qualcosa da queste indagini su tutti quei reperti che hanno lì a Parma, se no è la nostra rovina”. Poi avrebbe esortato il ragazzo, scosso e abbattuto per quanto successo, a “cercare di risollevarti” dalla bufera mediatica che lo aveva travolto in quel periodo. Da parte sua, Stasi avrebbe detto che “peggio di così non poteva andare” e si sarebbe definito “la persona sbagliata nel momento sbagliato e nel luogo sbagliato” dato che “l’ho vista per ultimo io, l’ho trovata io ed ero a casa da solo”. Poi avrebbe ribadito chiaramente di essere "innocente” spiegando al padre che “siccome c’è il dubbio, se non trovano altro vado a processo io”. "Seppur sia tutto contro di noi, non hanno ancora finito le indagini e in quella casa non hanno trovato tutto”, avrebbe risposto il padre. Ma Stasi si sarebbe detto convinto del fatto che “con tutto il casino che c’è, se le prenderanno con me“.






