Insieme a quella delle armi "c'è un'altra industria che va a gonfie vele: quella delle mazzette e della corruzione, che non abbassa i tentacoli sui soldi pubblici, ma dilaga e vede raddoppiare i casi, le inchieste, gli indagati, come fotografano i numeri di Libera", ha scritto su X il presidente del Movimento cinque stelle, Giuseppe Conte. "La strada è spianata con un governo che fa a pezzi la nostra legge 'Spazzacorrotti', indebolisce e taglia le intercettazioni, cancella l'abuso d'ufficio, avvisa prima dell'arresto colletti bianchi, corrotti e corruttori grazie alle 'brillanti' leggi di Nordio, che ora vorrebbe anche rendere i politici intoccabili dalla magistratura chiedendo il 'Si'' al referendum", continua. "Se vogliamo cambiare bisogna aprire gli occhi, partecipare e reagire. Non si può fare certo come Meloni, che fischietta di fronte al disastro del centrodestra in Sicilia con gli appalti truccati in sanità mentre le persone aspettano otto mesi un referto che potrebbe salvargli la vita", conclude l'ex premier.

Non solo il governo Meloni. Conte punta il dito anche contro l'Europa. "Le istituzioni europee - anche in queste ore - vanno avanti con programmi per rafforzare fondi e velocizzare procedure a favore dell'industria militare, per investire sempre di più e sempre più velocemente in armi - ha spiegato Conte -. Soldi e velocità di intervento per il Riarmo si trovano sempre. E poi ci si chiede perché l'Europa è in crisi. L'ultima volta in cui l'Ue è stata percepita come presente, vicina alla popolazione, forte e influente anche all'esterno, è stato con fondi e investimenti del Pnrr per cui come Italia abbiamo lottato con tanta forza per superare gli egoismi e far ripartire l'economia, facendo saltare anche vincoli e tagli irrazionali. Per rialzarci tutti insieme. Ma ora hanno fatto 10 passi indietro: riarmo dei singoli Stati con la Germania a farla da padrona, soldi sottratti ad altre priorità, su cui tornano assurdi vincoli agli investimenti e austerità che distruggono le nostre economie".