C’è chi fa colazione solo con un caffè, chi preferisce le uova strapazzate, chi beve un bicchiere d'acqua tiepida con limone. E poi c’è il partito della frutta: intera, in macedonia, frullata, in forma di centrifugato o di estratto. Il mercato degli estrattori in Italia non è vastissimo, ma supera quello delle centrifughe: la differenza sta essenzialmente nella lavorazione lenta, che diminuisce l’ossidazione e preserva meglio le qualità degli alimenti. E l’Hurom H400 è uno degli estrattori più interessanti degli ultimi anni, perché è pensato per ridurre al minimo tutta la parte noiosa dell’operazione (tagliare gli ingredienti, aspettare che l’estratto sia pronto, pulire la macchina dopo l’uso), ma senza scendere a compromessi sulla qualità del risultato finale.
Com’è fatto
La costruzione è solida, i materiali sono spessi, ben assemblati, e tutto il corpo macchina sembra progettato per durare a lungo. Ma l’H400 è decisamente ingombrante (è alto 47 cm, profondo 26 e largo 17): curioso, visto che arriva dalla Corea, dove notoriamente gli appartamenti, e in particolare le cucine, non sono grandissimi. Il design è sobrio e curato, una necessità, visto che molto probabilmente l’H400 rimarrà sempre in vista sul piano di lavoro: pesa 6,7 kg, quindi spostarlo e riporlo ogni volta che si usa non è un'operazione agevole. In compenso, i tre colori disponibili (bianco, nero, titanio) dovrebbero permettere un inserimento agevole in tutte le cucine, se non altro dal punto di vista cromatico.






