"Ileader europei sono deboli", "Zelensky sta perdendo e deve darsi una mossa", "la Nato mi chiama papà": a nulla servono i moniti dell'Ue a evitare interferenze sulle politiche dell'Unione.

Donald Trump non conosce limiti e attacca l'Europa come mai prima d'ora, mentre si fa beffe del presidente ucraino paragonandolo all'imprenditore circense P.T. Barnum, meglio conosciuto come 'The Greatest Showman'.

Ma la verità è che ancora una volta, lo spettacolo è tutto del tycoon, impegnato a picconare un'Alleanza atlantica sulla quale sembra voler far calare il sipario a tutti i costi. Stringendo quella che ormai è un'evidente manovra a tenaglia russo-americana sull'Europa sempre più isolata, che fa i conti coi veleni del presidente Usa e con gli attacchi - al fronte e sul piano diplomatico - di Mosca: "Dice la verità sui leader europei", ha detto il negoziatore russo Kirill Dmitriev spalleggiando il leader Usa.

Mentre forte del rinnovato sostegno del suo 'amico' alla Casa Bianca, il presidente russo Vladimir Putin insiste sul nodo più difficile da sciogliere del negoziato: il Donbass è "territorio russo, questo è un fatto storico", ha rivendicato.

Dopo Londra e Bruxelles, a Roma Zelensky ha incontrato prima il Papa e poi Giorgia Meloni, mettendo a punto gli ultimi ritocchi al piano di pace coi partner: "Le componenti ucraina ed europea sono ora più sviluppate" e "mercoledì, saremo pronti a inviare i documenti perfezionati agli Stati Uniti", ha annunciato il presidente ucraino. Ma il tycoon sembra già mettere le mani avanti sentenziando senza freni in un'intervista a Politico: "Penso che i leader europei non sappiano cosa fare", ha attaccato senza mezzi termini, aggiungendo che sull'Ucraina "parlano ma non producono".