Se c'è una cosa che è apparsa chiaramente durante l’evento annuale re:Invent di AWS, è che la fase della “meraviglia tecnica” dell’Intelligenza Artificiale sta finendo. Siamo entrati nella fase del lavoro vero, fatto da migliaia di sviluppatori ma soprattutto da un esercito di Agenti Intelligenti pronti a rivoluzionare ogni ambito della nostra vita. Matt Garman, Ceo di AWS, è salito sul palco di fronte a 60.000 persone (e altre 2 milioni collegate in streaming) per consegnare un messaggio preciso: il futuro non riguarda più i chatbot che rispondono alle nostre curiosità, ma gli “agenti” che gestiscono il nostro business.La visione di Amazon è radicale e pervasiva. Non stiamo parlando di semplici assistenti, ma di entità autonome capaci di ragionare, pianificare ed eseguire compiti complessi. Una rivoluzione copernicana, dagli esiti imprevedibili, tanto interessanti quanto preoccupanti. “Gli assistenti AI stanno iniziando a lasciare il posto agli agenti AI che possono eseguire compiti e automatizzare per conto vostro... Credo che in futuro ci saranno miliardi di agenti all'interno di ogni azienda e in ogni campo immaginabile”, ha dichiarato il numero uno di AWS.La divisione dedicata ai servizi di infrastruttura di Amazon è ormai in grado di offrire ogni elemento per portare il business globale in questa nuova era e lo sta facendo costruendo questa nuova realtà, pezzo per pezzo.Photo by Mark PernaL’importanza dei processori: Trainium 3 e l'anteprima di Trainium 4Fermo restando la consolidata e proficua collaborazione con Nvidia, Amazon ha ormai intrapreso la strada di realizzare in casa i suoi processori e lo conferma l’annuncio di una nuova generazione di chip. Garman ha ammesso con un sorriso che il nome “Trainium” (nato per il training) è ormai riduttivo, dato che questi chip eccellono anche nell’inferenza. La grande novità è la disponibilità immediata dei server Trainium 3 UltraServers. Parliamo del primo chip AI a 3 nanometri nel cloud AWS, capace di prestazioni di calcolo 4,4 volte superiori e un’efficienza energetica per token 5 volte migliore rispetto alla generazione precedente.Una indipendenza, quella dei chip fatti in casa da Amazon che è già pronta a un nuovo salto come dimostra l’anteprima di Trainium 4, in fase di progettazione avanzata, che promette prestazioni di calcolo 6 volte superiori e una larghezza di banda di memoria quadruplicata. È la dimostrazione che la battaglia per l’infrastruttura AI si gioca ormai sul filo dei nanometri.Nova 2: una nuova famiglia di modelliAnche in questo caso il colosso di Seattle vuole fare da solo. Pur collaborando con tutti i big player dell’AI da Open AI a Anthropic, non mancano i prodotti sviluppati internamente. D’altra parte se l’infrastruttura serve a far girare i modelli AI, è logico che AWS risponda da protagonista anche in questo settore con la nuova generazione Amazon Nova 2, annunciata durante la convention di Las Vegas. La gamma è progettata per coprire ogni esigenza: si va dal Nova 2 Lite, economico e veloce per compiti di ragionamento, al Nova 2 Pro, il “cervellone” per carichi di lavoro complessi.Particolarmente interessante è Nova 2 Omni, un modello unificato multimodale che consente all’AI di guardare un video, ascoltare l’audio e leggere un testo contemporaneamente, per poi generare output sia testuali che visivi. È un passo decisivo verso un’intelligenza artificiale che percepisce il mondo in modo simile agli umani ma rispetto a noi fa tutto in frazioni di minuto e non in ore se non giorni di lavoro.Photo by Mark PernaNova Forge: il potenziale dei dati ora è per tuttiForse l’annuncio più strategico per le aziende è Nova Forge. Fino a ieri, le aziende dovevano scegliere tra addestrare un modello da zero (costosissimo) o fare un aggiustamento posticcio su modelli esistenti (spesso inefficace). Nova Forge introduce il concetto di “open training models”.Le aziende possono ora utilizzare i propri dati proprietari durante la fase di addestramento del modello, creando quelle che AWS chiama “Novellas”: modelli che mantengono l’intelligenza generale di Nova ma possiedono una conoscenza profonda e nativa del business delle aziende. In buona misura è la democratizzazione dell’addestramento dei modelli di frontiera.Bedrock Agent Core: come educare un’AI adolescenteSe si immagina di riempire le aziende di agenti autonomi, la prima domanda è: come si controllano? Garman ha usato un’analogia brillante: gestire gli agenti AI è come crescere dei figli adolescenti. Volete che diventino autonomi (“adulting”), ma dovete imporre delle regole finché vivono sotto il vostro tetto. Per questo, Amazon Bedrock Agent Core si arricchisce di due funzioni davvero importanti: Policy permette di stabilire regole deterministiche (ad esempio, "blocca qualsiasi rimborso sopra i 1.000 dollari"); Evaluations consente di testare e monitorare continuamente la qualità e la sicurezza degli agenti, sia in fase di sviluppo che in produzione, assicurandosi che non “escano dai binari”.I Frontier Agents: i nuovi colleghi digitaliForse l’aspetto più interessante annunciato dal Ceo di AWS ha riguardato l’arrivo dei Frontier Agent. Non sono semplici strumenti, ma agenti autonomi, scalabili e capaci di lavorare per lunghi periodi senza supervisione umana. Garman ne ha presentati tre che cambieranno la vita degli sviluppatori:Kuro Autonomous Agent: lavora in background, analizza il codice, pianifica modifiche su decine di repository e apre le pull request mentre voi dormite.AWS Security Agent: un esperto di sicurezza che partecipa al ciclo di sviluppo, rivedendo documenti di design e conducendo penetration test on-demand.AWS DevOps Agent: monitora i sistemi, identifica la causa scatenante degli incidenti correlando dati da diverse fonti e suggerisce le correzioni prima che il problema diventi critico.La visione finale di Garman è quella di un ecosistema aziendale brulicante di intelligenza sintetica al servizio di quella umana: “vogliamo reimmaginare ogni singolo processo e il modo in cui tutti noi lavoriamo”. Una dichiarazione d’intenti ambiziosa e radicale che se da una parte lascia presagire scenari affascinanti, dall’altra innesca non poche domande etiche, sociali e tecnologiche. Siamo solo agli inizi di una rivoluzione epocale, in questo contesto servono tanto strumenti evoluti e democratici, quanto competenze e visione strategica che al momento sembrano appannaggio di pochi front runner.