CITTA’ DEL VATICANO. L’incontro riservato tra Leone XIV e Volodymyr Zelensky coincide con la frattura geopolitica tra Stati Uniti ed Unione europea. Il leader ucraino torna a Castel Gandolfo a cinque mesi dal precedente colloquio con il primo Papa Usa della storia. «Rispetto all’udienza del 9 luglio è cambiato il quadro internazionale- spiega Gianfranco Svidercoschi, ex vicedirettore dell’Osservatore Romano e stretto collaboratore di Giovanni Paolo II-. L’Europa ha perso l’ombrello statunitense e la posizione russa si è oggettivamente rafforzata sotto il profilo militare. Zelensky gioca le sue carte sotto il profilo diplomatico e umanitario trovando il Leone XIV l’interlocutore più sensibile.
L’ANALISI
Pace in Ucraina, l’infinita trattativa del tutti contro tutti
Rispetto al suo predecessore Francesco che parlava di «coraggio della bandiera bianca» e di «Nato che abbaia alle porte della Russia», Leone XIV si è subito mostrato più filo-ucraino e ha chiesto per l’Ucraina una pace «giusta e duratura», offrendo anche il Vaticano come sede per i negoziati».
Sponda di Meloni a Trump: mediazione con Zelensky, obiettivo l’intesa sui territori













