Le famiglie piemontesi, nel 2024, hanno speso complessivamente 609 mila euro per colf e badanti, contribuendo a generare un valore di circa 1,3 miliardi di euro sul Pil, con un totale di 62.013 persone impiegate in questi settori, con un sorpasso, per la prima volta, di quelle dedicate alla cura e assistenza sanitaria. È quanto emerge dal rapporto annuale sul lavoro domestico promosso da Domina, Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico, presentato oggi in anteprima in Regione.

Sono quasi tutte donne

I datori di lavoro, con un’età media di 70 anni, sono 66.456, in calo del 15,7% rispetto al 2021, così come si è registrato un calo di lavoratrici e lavoratori nell’ultimo triennio, complessivamente del 17,5% e del 22,1% per colf e del 12,4% per badanti. Per la quasi totalità, il 92%, sono le donne a svolgere questi tipi di lavoro e per più dei due terzi dei casi si tratta di stranieri, con una quota di quasi il 40% dell’Europa dell’Est, anche se la presenza italiana supera comunque il 30%. Un aspetto generale su cui pone l’attenzione Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina è «il divario fra regolarità dichiarata e percepita o il ruolo degli straordinari come zona grigia dei rapporti e l’uso sbagliato di forme retributive come vitto, alloggio o rimborsi, che restano fra le principali criticità, oltre al rispetto dei diritti dei lavoratori».