Roma, 9 dic. (askanews) – “Se pensiamo che i due terzi della nostra produzione florovivaistica, per cui siamo terzi in Europa, consiste in piante in vaso e vivaismo, è di immediata evidenza l’importanza della torba, ancora oggi un pilastro del settore, nonostante sia ormai indiscutibile il suo ruolo negli ecosistemi e i benefici che apporta a clima e ambiente. Ma soluzioni alternative sono possibili e il CREA sta già lavorando a substrati più innovativi e sostenibili, in grado di assicurare alle imprese del settore performance adeguate”. Così il presidente del Crea, Andrea Rocchi, in occasione del convegno “Torba, alternative? Terricciati e substrati”, organizzato dal Crea in collaborazione con Assoverde e con la partecipazione di numerosi stakeholder per fare il punto scientifico sulla questioni e sulla transizione verso substrati alternativi.

“Come Assoverde non possiamo non presidiare la questione torba, cruciale per il nostro florovivaismo – ha detto la presidente Rosi Sgaravatti – In un futuro caratterizzato dalla esplosione della domanda mondiale di substrati, che potrebbe crescere fino al 400% entro il 2050, la nostra competitività di impresa, mantenendo la nostra eccellenza produttiva, sarà determinata dalla nostra capacità di innovare e di anticipare i tempi e le richieste dei mercati”.