In un qualunque pomeriggio di fine autunno, uno studente universitario di una qualunque città cinese apre l'ultima app di Ant Group e digita, quasi per gioco: "Fammi una piccola app per calcolare quanto risparmio passando da un’auto a benzina a una elettrica". In meno di trenta secondi, lo schermo si riempie di grafici dinamici, un’interfaccia pulita e un simulatore interattivo che aggiorna i costi in tempo reale modificando consumi, distanza e prezzo dell’elettricità. Non è un mock-up, né un prototipo: è un’applicazione funzionante, generata integralmente da codice scritto dall’intelligenza artificiale al momento.
Un nuovo paradigma (cinese) per l’interazione uomo IA
Quando Ant Group, il braccio fintech di Alibaba, ha presentato LingGuang non si è limitata a lanciare un concorrente di ChatGPT o di Gemini. Ha introdotto un nuovo paradigma di interazione con l’intelligenza artificiale: non più soltanto una conversazione basata su testo, né un semplice generatore di contenuti, bensì un sistema capace di trasformare comandi in esperienze visive, applicazioni funzionanti, modelli tridimensionali e strumenti personalizzati realizzati su misura.
In pochi giorni, milioni di utenti hanno iniziato a utilizzarlo, spingendo il download dell’app oltre i due milioni e costringendo l’azienda a otto espansioni emergenziali della capacità dei server. L’entusiasmo non ha riguardato solo la velocità delle risposte o la qualità del modello, ma qualcosa di più profondo: la sensazione diffusa che l’I.A. stesse finalmente diventando "pratica", utile per risolvere problemi quotidiani.






