Fa discutere la notizia della raccolta fondi lanciata da Giada Smania, influencer trevigiana con 238 mila follower su Instagram, per curare la sua cagnolina Peep affetta da leucemia mieloide acuta. La giovane ha ricevuto una valanga di affetto da tante persone e in poco tempo ha raggiunto la cifra di 15mila euro. Purtroppo, non sono mancati gli haters che hanno attaccato sia Giada ma anche chi, senza costrizioni, ha voluto fare delle donazioni.

«Sì - si legge in una storia Instagram di Giada - lavoro online, ma non ho una vita da "ricca influencer". Guadagno il giusto per mantenermi e per me va bene così. La raccolta fondi non l'ho aperta subito perché mi metteva a disagio. Non avrei mai voluto chiedere aiuto, e non lo avrei mai fatto se non per Peep». «Ho aperto la raccolta fondi - continua - solo dopo che molte persone, spontaneamente, mi hanno chiesto come poter contribuire per aiutarla. Capisco che, lavorando nei social, ogni cosa venga amplificata. Ma dietro questa storia non c'è nessuno scandalo: c'è solo una ragazza che sta facendo il possibile per salvare la sua cagnolina, che per anni le è stata accanto e l'ha aiutata in momenti anche molto bui».

Sul tema si è espresso anche don Andrea Forest, direttore della Caritas di Vittorio Veneto. «Assistiamo oggi a un incremento di attenzione nei confronti degli animali da compagnia. Da un lato essi rivelano il bisogno di affetto che - oggi più di un tempo - riconosciamo come necessario e gratificante. Allo stesso tempo però la relazione alla pari è percepita come troppo impegnativa, mentre quella con un animale non richiede la reciprocità che si ha con una relazione umana». «Dell'animale siamo comunque i padroni - continua don Forest - nonostante si tenda a trattarlo come un figlio. Questa diventa quindi la narrazione culturale del nostro tempo, alla ricerca di ciò che è "carino e coccoloso", ma che con altrettanta superficialità e povertà culturale non sa riconoscere il valore e la dignità della persona che non corrisponda ai canoni estetici (e in subordine, morali) vincenti».