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7 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 19:54 del 7 Dicembre
Un sondaggio, una tendenza che non emerge netta, un titolo che ne dà una lettura univoca, l’articolo che inizia dicendo l’esatto contrario. E’ quello realizzato da Izi Spa sul servizio militare presentato il 5 dicembre durante l’Aria che tira, su La7. Lo stesso giorno La Stampa lo riprende con un articolo sul proprio sito web su quale campeggia questo titolo: “Un italiano su due vuole la leva obbligatoria. E il 65% la chiede anche per le donne“. Tutto chiaro, sembrerebbe. Invece no, perché andando a guardare i dati le cose non stanno esattamente così.
Secondo l’istituto che ha condotto la rilevazione gli italiani favorevoli sono il 47%, quindi meno di uno su due come riferisce il quotidiano torinese. Tanto che l’inizio dell’articolo racconta il contrario di quello che dice il titolo: “La maggioranza degli italiani resta contraria alla proposta di reintroduzione della leva militare obbligatoria”. Se poi si va a guardare un po’ più in profondità nei dati emerge un’altra contraddizione e si scopre che la realtà è molto più variegata perché, prosegue il pezzo, “il servizio di leva per un periodo di 12 mesi convince il 26,2% di coloro che sono a favore” (in realtà, a guardare il grafico, sarebbe il 26,2% del totale, ndr). Ma tant’è, il titolo comanda, è quello che colpisce la volatile attenzione che il lettore riesce a garantire a un articolo sul web, è ciò che resta impresso nella sua memoria e che sul medio-lungo periodo crea narrazioni capaci di plasmare il sentire dell’opinione pubblica.






