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8 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 9:34
L’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff ha ospitato ieri a New York trattative fra Israele e Qatar. La delegazione israeliana era guidata dal direttore del Mossad, David Barnea. Si è trattato dell’incontro di più alto livello fra i due paesi dopo l’accordo per la fine della guerra a Gaza. E’ arrivato ora il momento della definizione della seconda fase dell’accordo, che in base all’accordo siglato a ottobre prevede il disarmo di Hamas e l’insediamento di una amministrazione per il governo della Striscia di Gaza.
L’organizzazione che fino al 7 ottobre 2023 è stata al potere nella Striscia si è detta pronta a discutere il “congelamento o lo stoccaggio” del proprio arsenale di armi nell’ambito del cessate il fuoco con Israele. Lo ha dichiarato Bassem Naim, membro dell’ufficio politico, in un’intervista ad Associated Press rilasciata a Doha, la capitale del Qatar, dove si trova gran parte della leadership del gruppo. Naim ha affermato che Hamas mantiene il suo “diritto di resistere“, ma ha aggiunto che il gruppo è pronto a deporre le armi nell’ambito di un processo volto alla creazione di uno Stato palestinese. Il dirigente ha fornito pochi dettagli su come ciò potrebbe avvenire, ma ha ipotizzato una tregua a lungo termine di 5 o 10 anni per consentire lo svolgimento delle discussioni. “Possiamo parlare di congelamento, stoccaggio o deposizione, con la garanzia palestinese di non utilizzarle affatto durante questo periodo di cessate il fuoco o tregua”, ha affermato Naim parlando delle armi. Non è chiaro se l’offerta soddisferebbe le richieste di Israele di un disarmo completo.






