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Ultimo aggiornamento: 7:40 del 7 Dicembre
12.80 euro. È questo il prezzo che un turista, e anche purtroppo un residente, deve pagare per salire sul Marconi Express di Bologna. Per chi non lo sapesse, il Marconi Express è un People Mover – una monorotaia sopraelevata senza conducente costruita per collegare la stazione centrale del capoluogo felsineo con l’aeroporto Guglielmo Marconi, inaugurata nel 2020. Quando si iniziò a parlarne, una decina d’anni fa, il sentiment cittadino era in buona parte avverso. Perché – ci si chiedeva – costruire questo serpentello di cemento quando è possibile arrivare in aeroporto con un bus di linea che dal centro impiega venti minuti?
Le cassandre, se così le si vuole definire, sono state smentite: oggi il Marconi Express – fatta eccezione per un inquietante tremolio della navetta all’altezza del Lazzaretto, la fermata intermedia, e per l’assurda necessità di manutenzione costante che tiene ferma l’infrastruttura anche per 3 settimane di fila – funziona alla grande. Nel 2024 sono stati quasi 1.8 milioni i passeggeri che l’hanno utilizzato: numeri ben al di là delle più rosee aspettative degli investitori.
Torniamo a noi. Dicevamo: per percorrere in 7 minuti 5 chilometri – ovvero la distanza che separa Carracci, l’ingresso posteriore della stazione, e il Blq – i clienti devono sborsare 12,80 euro (erano 11 euro nel 2023, 8,70 euro nel 2020), che diventano 23,30 in caso di tratta A/R. Si tratta della bellezza di 2,56 euro a chilometro. La domanda che mi pongo è: sono io a considerare questa tariffa esagerata oppure siamo di fronte a un prezzo davvero alto? Facciamo dei paragoni con altre città.







