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Ultimo aggiornamento: 9:58

“Là fuori, si siedono e dicono: ‘Oh, la Tanzania deve fare questo, deve farlo, deve fare l’altro. Ma voi chi siete? Pensano ancora di essere i nostri padroni, che sono i nostri colonizzatori.”

Così parlò Samia Suluhu Hassan, presidente della Tanzania. Parole sprezzanti diventate virali mentre attaccava quei governi e istituzioni occidentali che (dopo aver assistito alla reazione armata contro migliaia di ragazzi della Gen Z tanzaniana) hanno avuto l’ardire di suggerire “moderazione” e “rispetto dei diritti umani”.

Oggi 9 dicembre è il 64esimo anniversario dell’indipendenza del paese dall’Inghilterra, ma il governo di Samia Suluhu Hassan ha cancellato tutte le cerimonie ufficiali e imposto il divieto assoluto di qualunque tipo di manifestazione pacifica. In strada in queste ore non ci sono le bandiere, ma l’esercito armato. Non solo, ma attraverso avvisi sms di massa inviati alla popolazione la polizia ha chiesto a chiunque di segnalare eventuali possibili attivisti sospetti. Usare il registro dell’orgoglio sovrano significa trasformare la tragedia in scenografia retorica.