Massimo Giletti è stato aggredito in centro a Roma mentre stava rivolgendo delle domande a un uomo che prima gli ha rilasciato un’intervista e poi lo ha colpito con un pugno, rifiutando di rispondere ad ulteriori domande sul caso della scomparsa di Emanuela Orlandi.

L’aggressione

Il giornalista stava lavorando a un servizio sul mistero della scomparsa della cittadina vaticana avvenuta nel 1983, per il programma in onda su Rai 3 ‘Lo stato delle cose’, per cui il conduttore ha scelto di seguire la cosiddetta pista familiare che vede al centro lo zio di Emanuela Mario Meneguzzi, scomparso da diversi anni. La persona inseguita da Giletti, lo dice lo stesso giornalista, è un ex agente dei servizi segreti che aveva fatto parte del Sisde: lo stesso ascoltato giovedì scorso dalla commissione parlamentare di inchiesta dopo che proprio ‘Lo stato delle cose’ aveva ricostruito che Mario Meneguzzi, zio di Emanuela Orlandi, era stato avvertito del fatto che gli stessi Servizi all’epoca lo stessero pedinando (fonte: Rainews). Del resto, è già noto che l’uomo fosse stato attenzionato dagli inquirenti ma i sospetti contro di lui caddero presto perché non vennero riscontrati elementi di prova sul suo coinvolgimento nella scomparsa della ragazza avvenuta il 22 giugno del 1983. E il suo alibi – quel giorno era a 200 chilometri da Roma insieme alla moglie Lucia, alla figlia Monica e alla cognata Anna Orlandi – venne, evidentemente, riscontrato da chi indagò all’epoca. “Ma fu fatto molto poco”, ha dichiarato ieri Giletti in trasmissione. Secondo quanto riporta Rainews, la soffiata a Meneguzzi all’epoca sul fatto che lo stessero pedinando, sarebbe arrivata “da una persona legata ai servizi segreti: Giulio Gangi, oggi deceduto, che lavorava in coppia proprio con l’uomo coinvolto nell’episodio”. Lo stesso Gangi sin da subito si mise sulle tracce della Vatican Girl, e a quanto pare conosceva i cugini di Emanuela tra cui il figlio di Mario Meneguzzi, Pietro. “Gangi lo conoscevo, lavoravamo al Sisde” ha dichiarato l’ex agente che ieri ha colpito Giletti (prima di aggredirlo) ma l’uomo ha anche negato di conoscere le motivazioni per cui Meneguzzi sarebbe stato all’epoca avvisato del pedinamento nei suoi confronti. L’uomo ha negato di aver avvisato Gangi: “Se uno è corrotto non significa che lo sono tutti. Non so se e perché lo abbiano avvisato”, ha dichiarato a Giletti. “I servizi avvisarono lo zio di Emanuela che era pedinato e chiamò qualcuno dei Servizi per chiedergli chi lo seguisse”, ha dichiarato ieri in tivù Giletti.