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Ultimo aggiornamento: 15:38
Contro il dottor Roberto Palumbo, agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione, si è attivata l’Azienda sanitaria locale Roma 2, di cui era componente del comitato etico. Il 5 dicembre è scattata la sospensione obbligatoria dal servizio nei confronti del primario di Nefrologia dell’ospedale Sant’Eugenio. La Azienda sanitaria ha aperto un fascicolo interno e attivato l’ufficio di disciplina: con una nota ha espresso “piena fiducia nel lavoro degli inquirenti”, garantendo “ogni supporto necessario per favorire il rapido accertamento del caso”. Si è fatto sentire anche l’Ordine dei medici: “Se i fatti risulteranno confermati, è l’intera categoria medica ad essere parte lesa”.
Palumbo è stato fermato giovedì in flagranza di reato, mentre riceveva dall’imprenditore Maurizio Terra una busta contenente 3mila euro in banconote da 50 e 100 euro. Ieri il gip ha disposto gli arresti domiciliari invece del carcere. Oggi il medico romano, insieme al suo avvocato, sta valutando la possibilità di un ricorso al Tribunale del riesame per riottenere la libertà. Terra avrebbe “sostanzialmente ammesso i fatti” mentre da Palumbo sarebbero giunte “importanti ammissioni“, secondo quanto riportato oggi da Il Giornale. La sua condotta appare più grave “perché la contestazione consente di cogliere una costanza di comportamenti e, dunque, una pervicacia, significative di una personalità incline alla commissione dei reati”, scrive il gip.










