Un esame di integrazione per diventare italiani, tempi di residenza legale più lunghi per ottenere la cittadinanza e nuove cause che portano a revocarla: la Lega punta a una stretta sulla normativa, depositando alla Camera una proposta di legge più volte annunciata nei mesi scorsi, soprattutto dopo il referendum di giugno in cui è stata bocciata l'idea di dimezzare a 5 anni la residenza legale per fare richiesta.

"La cittadinanza è una cosa seria, e va trattata come tale!", chiarisce con tanto di punto esclamativo Matteo Salvini, spiegando che oltre a "requisiti più stringenti", il testo prevede "norme 'anti-maranza' e una stretta sui ricongiungimenti".

Un'iniziativa che tra le opposizioni è contestata e anche fra gli alleati non tutti condividono, visto che già in estate c'erano state forti tensioni con Forza Italia, che invece sostiene la riforma dello Ius Scholae. I toni sono anche diversi da quelli usati sul tema dal ministro della Difesa Guido Crosetto in un'intervista ad Avvenire: "Dobbiamo offrire a uomini e donne del mondo, che vogliono esserlo veramente, la possibilità di diventare cittadini italiani. Penso al percorso per una cittadinanza che dia forza all'Italia. Il mio obiettivo è dare forza a chi ha cura e rispetto per l'Italia".