Si apre uno spiraglio sull'uso degli asset russi immobilizzati in Europa per finanziare il prestito di Riparazione all'Ucraina. L'idea che starebbe emergendo è quella di puntare a raggiungere il consenso necessario al summit Ue della prossima settimana (18-19 dicembre), con l'idea di garantire poi al Paese più riluttante - il Belgio - di rafforzare le garanzie comuni prestate sull'uso dei beni russi, quando concretamente i testi legislativi del prestito di Riparazione per l'Ucraina arriverà al Consiglio Ue.

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha ribadito che sostenere Kiev "è cruciale per la sicurezza europea" e che la proposta, "pur complessa, aumenta il costo della guerra per la Russia". "Garantire il sostegno finanziario contribuirà a assicurare la sopravvivenza dell'Ucraina. Non c'è più tempo da perdere", ha affermato.

Sul prestito di Riparazione si è già raccolto l'importante supporto del cancelliere tedesco Friedrich Merz: "Il destino dell'Ucraina è il destino dell'Europa", ha twittato anche oggi dopo l'incontro con il premier britannico Keir Starmer e Volodymyr Zelensky. Intanto Paesi baltici e nordici - Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania, Svezia, Finlandia e Irlanda - hanno sollecitato un accordo politico. In una lettera ad Antonio Costa e von der Leyen definiscono il meccanismo "la soluzione più fattibile" e avvertono che "il tempo è essenziale" per rafforzare la difesa di Kiev e negoziare una pace "giusta e duratura".