I volontari sono "veri e propri patrioti, che sanno come la solidarietà sviluppa la dimensione dell'impegno" che "accresce il patrimonio morale del Paese", perché il volontariato rappresenta "la palestra di democrazia concreta, che può immettere forza vitale nelle istituzioni" ed "è elemento necessario in un tempo contrassegnato anche da paure suscitate da tossine messe in circolo ingannevolmente da indifferenze che non condannano la sopraffazione, la violenza, l'illegalità, l'allontanamento dalle ragioni della convivenza civile".

Tossine che per il Capo dello Stato Sergio Mattarella "oscurano il futuro" e il volontariato allora è "un antidoto prodigioso, giorno per giorno con i fatti" perché "dà corpo alla speranza" e "non accetta che l'antropologia che prevalga sia l'entropia dell'individualismo".

Parole nette e coinvolgenti che il presidente della Repubblica ha consegnato ai tanti giovani e volontari che lo hanno ascoltato al Teatro Massimo stracolmo per la cerimonia di chiusura di Palermo Capitale italiana del volontariato 2025. Evento dell'associazione nazionale dei Centri di servizio per il volontariato (CSVnet) in partenariato con il Forum nazionale del terzo settore e la Caritas e in collaborazione con l'Anci. Mattarella si è rivolto soprattutto ai giovani, elogiandone impegno e passione, ricordando "gli angeli del fango nell'alluvione di Firenze del 1966" e i tanti ragazzi "accorsi a sostegno delle popolazioni colpite da calamità naturali, dai terremoti del Belice, del Friuli, dell'Irpinia, fino a vicende recenti" e "si potrebbe compilare un lungo calendario della solidarietà".