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Lo sconcertante catalogo antagonista di Momo diretta da Tombolini. L'indignazione di "Pro Vita"
Pietro Nenni, non certo un fascista, diceva che "gareggiando a fare i puri", si troverà sempre "uno più puro che ti epura". Ha fatto il puro Mattia Tombolini, promotore della protesta contro l'editore Passaggio al Bosco a Più libri più liberi, che si è presentato come rigoroso censore salvo poi essere smascherato in quanto assistente di Ilaria Salis al parlamento europeo e legato ai centri sociali testimoniando come il "sit in antifascista" organizzato in fiera fosse animato da finalità politiche.
Fin dal primo momento in cui è stato firmato l'appello di ottanta scrittori, giornalisti ed editori per impedire la partecipazione al salone di un editore considerato di destra, abbiamo spiegato che il problema non era nel merito dei libri pubblicati quanto nel metodo utilizzato per chiederne la censura perché non spetta a Zerocalcare e sodali decidere chi ha il diritto o meno di pubblicare un libro o di partecipare a una fiera. Anche perché, se si entra nel merito dei libri presenti tra gli stand alla rassegna, ci si avventura su un terreno molto scivoloso e controproducente per gli stessi promotori della censura. In fiera infatti non solo sono presenti libri apologetici di Stalin ma, scorrendo il catalogo di Momo edizioni, la casa editrice il cui direttore editoriale è l'assistente della Salis, emergono pubblicazioni sorprendenti a favore dell'abolizione della polizia, testi che sdoganano le droghe e volumi in cui si insegna il sesso ai bambini.







