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A Bruxelles gli cancellano il volto mentre a Chicago lo rappresentano in manette
La corsa alla rivisitazione inclusiva delle tradizioni natalizie sembra non conoscere tregua. E, puntualmente, a farne le spese è il presepe: simbolo cristiano per eccellenza, ora oggetto privilegiato di sperimentazioni ideologiche che hanno ben poco a che fare con la devozione. Quest'anno, dall'Europa agli Stati Uniti, il fenomeno ha raggiunto vette difficili da immaginare.
Uno dei casi più eclatanti arriva dal cuore dell'Ue, Bruxelles, dove sulla Grand-Place è comparso un presepe che definire eccentrico è un eufemismo. L'allestimento propone Gesù Bambino, Giuseppe e Maria senza volto, assemblati con patchwork di tessuti di vari colori. L'obiettivo? Rappresentare «tutte le tonalità della pelle» per permettere a chiunque di «vedersi riflesso». Sui social in molti hanno fatto notare come la scelta di eliminare i volti richiami da vicino il rigido divieto iconografico presente nella Sharia. «Per ora Giuseppe ha una sola moglie. Il burqa sarà per l'anno prossimo» l'ironia di alcuni utenti.






