Milano, 5 dic. (askanews) – E’ un gioiello medioevale incastonato a sud di Milano, tanto prezioso quanto fragile, con quasi 900 anni di storia sulle spalle. L’Abbazia di Chiaravalle è un luogo dal forte valore storico-artistico, oltre che spirituale – qui vive ancora la comunità dei monaci cistercensi – e oggi più che mai necessita di cure. Per questo la Fondazione Grana Padano ETS, legata a per ragioni storiche a questi posti, ha promosso un’apertura straordinaria nell’ambito di “Intrecci”, il progetto di restauro e valorizzazione del complesso. Un momento di presa di coscienza delle necessità di questo patrimonio collettivo.
“Sappiamo tutti molto bene che mettere mano a una realtà del genere è oneroso – ci ha detto padre Stefano Zanolini, Abate dell’Abbazia di Chiaravalle – È un bene di tutti. Questo è il fatto. Noi siamo qui, noi abitiamo qui, ma questo monastero è un bene comune, quindi per quello la realtà comune può interessarsi o intervenire per poter sostenere anche quest’opera di custodia e di conservazione. Se noi custodiamo un edificio, lo consegniamo a quelli dopo di noi, come una realtà preziosa. Vediamo di non consegnare dei ruderi”.
La serata è stata l’occasione, oltre che per una visita guidata, per presentare due progetti di ristrutturazione non più rimandabili, il primo dei quali in partenza a gennaio grazie al sostegno del Consorzio Grana Padano e della Fondazione Monte di Lombardia.







