Anche Milano dichiara guerra alle keybox, le cassette porta chiavi utilizzate per gli affitti brevi che negli ultimi anni sono comparse a centinaia per le strade della città. Dal gennaio 2026 non si potranno più utilizzare: lo ha stabilito il Consiglio comunale che ha approvato una delibera che vieterà le scatole porta chiavi in particolare «su elementi dell’arredo urbano, della segnaletica stradale, recinzioni, cancellate, pali della luce o altre strutture collocate su suolo pubblico».

Il divieto nelle altre città

Milano non è la prima in Italia che ha vietato le keybox, con il dilagare degli affitti brevi altre città turistiche le hanno messe al bando per tutelare il decoro urbano, ma anche per questioni di sicurezza. Ad esempio, Firenze ha approvato lo scorso febbraio una delibera che vieta l’installazione di cassette portachiavi su beni pubblici, prevedendone la rimozione entro 10 giorni e l’applicazione di sanzioni amministrative. Anche Roma ha iniziato un’operazione per rimuovere tutte le cassette per le strade.

«Keybox usate anche per lo spaccio»

A Milano per chi non rispetta le regole ci sono da cento a quattrocento euro di sanzione, oltre alle spese di rimozione. Le keybox vengono usate per facilitare il check-in autonomo da parte degli ospiti ma, sottolinea il Comune, in assenza di autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico e senza corrispettivo economico, «comportando così un uso improprio dello spazio pubblico a vantaggio di singoli privati», spiega il primo firmatario della delibera, il consigliere comunale del Pd, Michele Albiani.