TREVISO Immaginate una brumosa mattina londinese. Gli All Blacks schierati a semicerchio attorno ad un emozionato Craig Green mentre il loro presidente, Matthew Cooper, legge un breve ma sentito discorso celebrativo, prima di sistemargli sulla testa il cap n. 842 della storia del team ovale più famoso al mondo. Quel berrettino è il riconoscimento che si concede alle glorie del rugby neozelandese. Perché ora Green (loro lo chiamano Greeno, a Treviso semplicemente Toni) è ufficialmente nella Hall of Fame dei Tuttineri. Ci è entrato come membro di quella favolosa squadra che vinse la Coppa del Mondo nel 1987, con la quale chiuse la carriera in nazionale, e come titolare di una maglia leggendaria indossata 39 volte dal 1983.
«È un momento per te molto speciale - ha detto Cooper - per la tua famiglia ed anche per gli All Blacks. Il tuo contributo alla nostra squadra è iniziato oltre 40 anni fa, però il rispetto che hai guadagnato non si è certo sbiadito. Debuttasti nell’83 a Murrayfield (Edinburgh, finì 25-25, Green era in panchina con Kieran Crowley ed entrò nella ripresa ndr) e, dopo questa prima gara, hai indossato la maglia nera sempre con orgoglio, coraggio ed umiltà. Greeno, questo berretto l’hai atteso da tempo ma oggi, attorniato dalla tua squadra, ha trovato la sua collocazione ideale. Ed ha un significato non solo per le tue presenze ma anche per l’eredità che hai lasciato. Tu hai contribuito - ha proseguito Cooper - a dare forma alla maglia che questi uomini oggi indossano. E così, a nome del rugby neozelandese, gli All Blacks attorno a te e tutti coloro che ti hanno seguito, compreso il sottoscritto, hanno il privilegio di consegnarti il berretto ufficiale degli All Blacks».






