Il primo mondiale di calcio a 48 squadre, il primo a giocarsi in tre nazioni.
Un'edizione votata alla grandeur fin dal sorteggio di domani a Washington (alle ore 18 italiane), trasformato anch'esso in un grande show. Al Kennedy Center saranno presenti il primo ministro canadese Mark Carney e la presidente messicana Claudia Sheinbaum, in rappresentanza degli altri due Paesi che ospiteranno l'evento, ma i fari saranno puntati su Donald Trump.
Il presidente degli Stati Uniti d'America sarà doppiamente padrone di casa, dato il suo legame sempre più stretto con il numero uno della Fifa Gianni Infantino. Che, con ogni probabilità, gli consegnerà il "Premio Fifa per la Pace", una nuova onorificenza voluta proprio dal presidente del calcio mondiale, e che sembra cucita ad hoc per il tycoon. "È fondamentale riconoscere il contributo enorme di coloro che lavorano duro per porre fine ai conflitti e per unire le persone in uno spirito di pace", aveva detto Infantino annunciando il premio. Ma nella Fifa sono in molti a storcere il naso, con diversi dirigenti che lamentano di non essere nemmeno stati consultati per la decisione. Intanto, le associazioni Usa per i diritti umani denunciano che "la Fifa rischia di diventare uno strumento nelle mani di un governo statunitense sempre più autoritario" e lanciano l'allarme sulla gestione dell'immigrazione. Polemiche che Trump non ha intenzione di ascoltare, concentrando tutti gli sforzi sulla riuscita di una cerimonia condotta da Heidi Klum e Kevin Hart e che sarà piena di star. La musica dei Village People, di Robbie Williams e di Bocelli, la presenza di campioni come Tom Brady e Shaquille O' Neal sono solo l'antipasto di un torneo che cade nel 250esimo anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti, e che la Casa Bianca vuole il più grande possibile.











