Il presidente russo Vladimir Putin e l’inviato speciale Usa Steve Witkoff al Cremlino hanno parlato per cinque ore, la Russia ha definito i colloqui, «utili e produttivi», ma le sta bene solo una parte del piano. In particolare, non c’è un accordo suoi territori. Per il segretario di Stato americano Marco Rubio ci sono stati comunque «progressi», ma per il presidente Donald Trump la situazione in Ucraina «non è facile» anche se in serata, commentando i colloqui, ha dichiarato che «l’impressione è che Putin vorrebbe mettere fine alla guerra. Penso che gli piacerebbe tornare a una vita normale». Rubio da parte sua ribadisce che gli Usa continueranno a cercare la pace, ma puntualizza che gli aiuti all’Ucraina non sono senza fine. Ciò dopo che Volodymr Zelensky, il presidente ucraino, ha detto di temere che gli Usa abbandoneranno Kiev, mentre i due inviati Witkoff-Kushner, che dopo Putin avrebbero dovuto incontrare Zelensky nella capitale ucraina, hanno invece tirato dritto per Washington.

«Putin non vuole la pace», dicono i ministri degli Esteri della Nato riuniti a Bruxelles, mentre l’Unione Europea decide di bloccare l’import di gas russo dall’autunno 2027. «Trump deve scegliere: o la Russia o l’Europa», risponde Putin. Non solo l’Unione Europea ma anche il Regno Unito spara bordate contro il Cremlino. «Si tratta dell’ennesima sciocchezza da parte di un presidente che non prende sul serio la pace», commenta il portavoce del primo ministro Keir Starmer. Secondo lui, «le nazioni europee sono unite nel sostenere il diritto dell’Ucraina all’autodifesa secondo il diritto internazionale», e «la Nato è pronta a rispondere a qualsiasi minaccia con unità e forza». Per sostenere l’Ucraina, l’Ue insiste sulla possibilità di utilizzare gli asset russi congelati. «Abbiamo informato l’amministrazione statunitense», ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, rispondendo a una domanda in conferenza stampa.