ROMA. Illumina di nuovo l’Italia, vent’anni dopo Torino 2006, la Fiamma Olimpica. E questa prima notte romana la trascorrerà accesa al Quirinale, dove è stata consegnata dall’ambassador Jasmine Paolini e da Giovanni Malagò, presidente del Comitato Organizzatore di Milano Cortina 2026, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Accolta presso la vetrata del Cortile d’onore, la fiamma dei Giochi trascorrerà altri due giorni a Roma: domani mattina, sempre al Quirinale, sarà protagonista assoluta della cerimonia di inaugurazione del viaggio in Italia e sabato, allo Stadio dei Marmi, della partenza della staffetta della torcia che si chiuderà il 6 febbraio a San Siro, giorno della cerimonia inaugurale dei prossimi Giochi Invernali. Un Giro d’Italia vero e proprio: la fiaccola viaggerà per 63 giorni, con 60 tappe di celebrazione, in percorso di 12.000 km attraverso 110 province e oltre 300 comuni.
Milano-Cortina, Malagò e Paolini consegnano la fiamma olimpica a Mattarella al Quirinale
La Fiamma Olimpica è stata ufficialmente consegnata alla delegazione italiana, composta da Giovanni Malagò (Presidente della Fondazione MiCo 2026), Luciano Buonfiglio (Presidente del Coni), Carlo Mornati (Segretario Generale), Diana Bianchedi (Vicepresidente), Paolo Cuculi (ambasciatore italiano in Grecia) e dei sindaci Giuseppe Sala (Milano) e Gianluca Lorenzi (Cortina), nello Stadio Panathinaiko di Atene, L'arrivo della torcia nel suggestivo impianto ateniese è stato onorato da due tedofori d’eccezione, gli olimpionici italiani Jasmine Paolini (tennis) e Filippo Ganna (ciclismo). Mentre la cerimonia di accensione era stata precedentemente curata da Stefania Belmondo e Armin Zoeggeler, vecchie glorie olimpiche azzurre nello sci di fondo e nello slittino. La cerimonia di consegna è culminata con l’accensione dell’ultima torcia da parte della Grande Sacerdotessa Mary Mina, passata di mano dal Presidente del Comitato Olimpico Ellenico, Isidoros Kouvelos a Giovanni Malagò. «Oggi è un momento magico per tutti noi, mentre ci prepariamo a riportare la sacra fiamma olimpica sul suolo italiano per la prima volta dopo vent'anni. Essere qui, in questo stadio storico, ci ricorda con emozione l'onore che ci è stato concesso e il prezioso tesoro che porteremo a casa con noi. L'Italia è orgogliosa del suo patrimonio olimpico, delle atlete e degli atleti», il discorso del Presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026. « Siamo pronti a scrivere il prossimo capitolo nella storia: nel 1960, quando Roma ospitò i Giochi olimpici e paralimpici, avevo poco più di un anno. Quell'edizione fu dominata dall'immagine della leggenda etiope Abebe Bikila che vinse la maratona a piedi nudi sotto l'Arco di Costantino. L'ultimo tedoforo della staffetta della torcia di quell'anno era un altro corridore: Giancarlo Peris, un atleta poco conosciuto di 19 anni che era stato scelto come vincitore del campionato studentesco di corsa campestre nella provincia di Roma. Forse non era un campione affermato sulla scena mondiale, ma Peris simboleggiava un'era vivace e più ricca di speranza per l'Italia. E sessantacinque anni dopo, a Milano Cortina, puntiamo a sfruttare ancora una volta quello spirito italiano pieno di vita. Attraverso questo spirito ispireremo e uniremo il Paese e il mondo mentre ci riuniamo per celebrare i preziosi valori olimpici: eccellenza, amicizia e rispetto», la successiva aggiunta dell’ex presidente del Coni.










