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Ultimo aggiornamento: 17:11

L’ambizione è forte, oltretutto benedetta dal governo Meloni. Ma di traverso alla possibilità che Fs conquisti le opere ferroviare di Pizzarotti, il terzo general contractor italiano, si è messa l’Ance. L’Associazione nazionale dei costruttori, per mano della sua presidente Federica Brancaccio, ha inviato una segnalazione di otto pagine alla Commissione Ue e a Palazzo Chigi segnalando “dubbi di legittimità” sulla possibile acquisizione e cinque profili critici, a partire dal fatto che Fs è la principale stazione appaltante nazionale con un piano di investimenti da 100 miliardi da realizzare in cinque anni che vale il 25% del totale italiano delle opere civili.

Secondo Brancaccio e Ance un’eventuale acquisizione di Pizzarotti da parte di Fs violerebbe il codice degli appalti, distruggerebbe la concorrenza nelle opere ferroviarie con una integrazione verticale che avrebbe effetti strutturali e permanenti sugli appalti, aggraverebbe il rischio patrimoniale assunto dall’erario per la commistione dei ruoli di committente ed esecutore dei contratti, potrebbe sollevare l’attenzione dell’Antitrust Ue rischiando di essere percepita come aiuto di Stato. Ma soprattutto costituirebbe una “torsione delle finalità tipiche dell’in-house providing, che perde il suo carattere di modulo organizzativo scelto per il suo più favorevole rapporto costi-benefici e assume i connotati di strumento per imprimere una svolta dirigistica al mercato”.