A ridosso della ferrovia, lungo quello che un tempo era il perimetro extra muros della città, la fabbrica della musica a Bari è una villa liberty che racconta una storia centenaria. Pochi mesi fa il Conservatorio Piccinni ha compiuto il suo primo secolo di musica, segnato dalla presenza di tanti nomi che hanno illuminato la storia musicale della città. A cominciare dal compositore del quale porta il nome, Niccolò Piccinni, la cui avventura da Napoli a Parigi, ha catapultato Bari nell'Europa del pensiero illuminista. È a questa storia, ricca di tradizione, che tutti i musicisti pugliesi dovranno guardare alla ricerca della «strada maestra affinché il Conservatorio Piccinni rimanga ai vertici delle più grandi scuole di musica, negli anni, nei secoli, anzi per sempre».
Con queste parole il sovrintendente dell'Accademia di Santa Cecilia, Massimo Biscardi, che adolescente frequentò il Piccinni come studente di pianoforte, saluta i 100 anni del conservatorio barese nell'articolo "Una stagione formidabile a Bari: io tra i banchi del Conservatorio". La testimonianza è il quinto capitolo del libro Piccinni 100 — il primo centenario del Conservatorio Piccinni, ventesimo volume della collana Barisienne di Repubblica Bari — curato dal caporedattore Michele Ottolino con il coordinamento redazionale di Antonio Di Giacomo e donato ai lettori che acquisteranno il giornale in edicola sabato 6 dicembre (se ne consiglia la prenotazione dal proprio edicolante di fiducia).






