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Le versioni russa e ucraina sulla caduta di Pokrovsk divergono: Mosca rivendica il pieno controllo, Kiev parla di battaglia in corso. La città, strategica per rifornimenti e logistica, è ora simbolo della guerra di logoramento
Pokrovsk è caduta. A Pokrovsk ancora si combatte. Le notizie che giungono dal fronte sono contrastanti e la propaganda si impegna a smentire ogni progresso conseguito sul campo. Per il ministero della Difesa russo, la città di Pokrovsk, snodo strategico nella regione ucraina di Donetsk, è ormai sotto il totale controllo delle truppe di Mosca, che hanno esibito la propria bandiera nella piazza Shibanka, al centro di una città completamente devastata dai combattimenti.
"Le unità del raggruppamento di truppe 'Centro' hanno completato la liberazione della città di Pokrovsk", asseriscono i russi, che sarebbero impegnati nell’eliminazione dell'ultima resistenza di "piccoli gruppi delle forze armate ucraine ancora presenti nell'abitato". Ciò comporta la chiusura della sacca di Myrnohrad, dove le truppe ucraine sono già isolate a livello logistico. Da Kiev, invece, giungono informazioni diverse. Il comandante in capo delle Forze Armate ucraine, Oleksandr Syrskyi, parla in queste stesse ore della prosecuzione di una "fase estremamente difficile" della difesa dell'agglomerato di Pokrovsk-Myrnohrad, confermando la narrazione ucraina che smentisce le dichiarazioni russe riguardo alla caduta della città.






